Collezione Agronomica

Dipartimento di Agraria

La collezione raccoglie alcune centinaia di elementi, un tempo in uso come serie didattiche o strumenti di studio e ricerca della Facoltà di Agraria.

La scienza agronomica ebbe un notevole impulso in Sardegna nel XVIII sec., all’interno del disegno riformatore attuato dal ministro Bogino. L’obiettivo era quello di rinnovare i metodi di coltivazione in uso nell’isola con nuove tecniche agronomiche. Il trattato di Francesco Gemelli, docente dell’Ateneo sassarese, intitolato Rifiorimento della Sardegna (Torino 1776), poneva l’agricoltura al centro dello sviluppo economico dell’isola. Furono pubblicati in seguito una serie di manuali pratici, redatti dal Censore generale Giuseppe Cossu sulla coltivazione dei gelsi, delle patate, dell’olivo, dell’allevamento ovino, e dal nobile sassarese Andrea Manca dell’Arca. Sassari con i suoi dintorni aveva l’agricoltura più evoluta e ricca dell’isola, basata soprattutto sull’olivicoltura, la viticoltura e l’orticoltura: non è un caso che proprio qui sia sorta nel 1894 una delle prime Scuole agrarie della Sardegna.

La nascita della Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, istituita nel 1946-50 per impulso di Antonio Segni (allora ministro dell’Agricoltura), si inserisce nell’ambito delle riforme agrarie varate dal governo.

La Collezione agronomica è costituita da alcune centinaia di elementi, un tempo in uso come serie didattiche o strumenti di studio e ricerca della Facoltà di Agraria, tra cui: bilance analitiche, microscopi, collezioni di strumenti meteorologici, cereali, concimi, modellini relativi alla tessitura, scatole didattiche.

Ad essa si aggiunge il Museo di Storia dell'Agricoltura, realizzato dal prof. Giuseppe Rivoira, una raccolta all'aperto, presso l’Azienda Sperimentale Agraria (Frazione di Ottava, Sassari), di attrezzature riferibili alla prima metà del XX secolo, come trattori, trebbie, aratri.

Dipartimento di Agraria

Via E. de Nicola, 1
07100 Sassari

Direttore:
prof. Antonio Luigi Pazzona


Responsabili per la Collezione:
dott. Mario Deroma
prof. Salvatore Madrau